I principi ispiratori della cooperazione (la mutualità, la solidarietà, la democrazia) determinano una profonda differenza tra le imprese cooperative e le altre società di capitali (ad esempio le società per azioni).
La prima differenza è che all’interno di una cooperativa vige la democrazia: ogni socio ha diritto a un solo voto (principio “una testa, un voto”), mentre nelle altre imprese di capitali i soci contano in funzione del capitale conferito.
La seconda differenza riguarda le finalità dell’impresa: per le società di capitali il fine unico è il profitto, per le cooperative, invece, il fine è la mutualità.
Concretamente, mentre per l’impresa di capitale gli utili vengono divisi tra gli azionisti in funzione delle quote di capitale, al contrario gli utili di una cooperativa vengono quasi interamente reinvestiti nello sviluppo della cooperativa stessa e nel rafforzamento del patrimonio cooperativo, formato dalle cosiddette “riserve indivisibili”.
In caso di scioglimento della società, il patrimonio sociale deve essere donato ai fondi di promozione cooperativa, che si occuperanno di promuovere la nascita e lo sviluppo di altre cooperative.
Ciò comporta che, mentre gli azionisti di una impresa ordinaria risultano essere i veri proprietari dell’azienda, i soci di una impresa cooperativa sono soltanto i gestori di un patrimonio fortemente legato ad un territorio e che verrà trasmesso alle future generazioni.
Per questo le cooperative sono imprese che mettono al primo posto le persone rispetto al denaro, il lavoro rispetto al capitale.