
Cerca i contenuti all'interno del sito

Trova una cooperativa
RICERCA AVANZATA
80° Legacoop Bologna | Diritti, lotte e conquiste in mostra al Dumbo dal 1° Maggio
Ha inaugurato il 1° maggio 2025 nel Padiglione Temporanea di DumBO la mostra Al Lavoro, un progetto ideato da Prospekt e Progetto comunicazione, che si inscrive tra gli eventi dell’80° anniversario di Legacoop Bologna, nel format Cooperare per i Diritti.
Al Lavoro è una narrazione e insieme una riflessione sul valore sociale del lavoro, attraverso immagini, testimonianze, fatti e numeri della parabola dell’occupazione in Italia: i rider ritratti attraverso lo schermo del citofono, le operatrici delle RSA, le donne nelle fabbriche, i bambini già adulti, gli operai riuniti nei picchetti di protesta, le educatrici dei nidi e i braccianti delle foto storiche delle cooperative, sono tutti protagonisti di una mostra fotografica e multimediale aperta al pubblico con ingresso gratuito fino al 18 maggio.
Un ritratto del mondo del lavoro soprattutto fotografico, ma anche attraverso video e installazioni, documenti e reportage, testimonianze, tavole grafiche e opere d’arte, per un totale di oltre 200 materiali.
Sei le sezioni in cui è suddiviso il percorso espositivo nell’area dell’ex scalo merci Ravone: pubblico impiego, lavoro minorile, precariato, sicurezza sul lavoro, lotte, cooperazione. Tra i materiali, di grande pregio le foto storiche di Paola Agosti, Gianni Berengo Gardin, Francesco Cito, Lucio Cavicchioni, Dino Fracchia, Fausto Giaccone, Uliano Lucas, Fernando Moleres e Alberto Roveri. Sono più di 40 i fotografi presenti, tra cui Michele Borzoni, Margherita Caprilli, Alessandro Digaetano, Massimo Di Nonno, Francesco Giusti, Michele Lapini, Diambra Mariani, Eros Mauroner, Francesco Merlini e molti altri.
“Al Lavoro” parte dalle campagne e dalle fabbriche di ieri fino ad arrivare ai precari della gig economy, ritratti in corsa o nei templi dell’e-commerce, e le altre nuove categorie di lavoratori, mostrando un re nudo: un mondo dove l’insicurezza insidia tutti i settori, anche nel pubblico impiego, e in nome della deregulation tante tutele sono state perdute, mentre restano problemi mai risolti. Non mancano esempi virtuosi e modelli positivi, come quelli cooperativi, basati sui principi di partecipazione e condivisione, come neppure le immagini delle ultime cronache di lotta, dai luoghi dove i lavoratori si battono con convinzione per chiedere salari equi e dignità: da La Perla a Saga Coffee, da Gkn a Gls.
“Con questa mostra – ha sottolineato la presidente Rita Ghedini – vogliamo portare al centro dell’attenzione pubblica il significato profondo del lavoro: non solo come fattore produttivo, ma come strumento di dignità, realizzazione e autonomia della persona. In un tempo attraversato da profonde trasformazioni e segnato dalle disuguaglianze, la cooperazione continua a operare per affermare un altro modello economico: un modello che metta le persone al centro, che crei valore condiviso e che, attraverso il lavoro, costruisca comunità più giuste e inclusive, prendendosi la responsabilità di intervenire anche in quei “territori di confine” in cui il lavoro è condizione di rischio per le persone e la società. Questa mostra è un invito a guardare i volti, le mani, le storie di chi lavora e di chi, attraverso il lavoro, ha trovato o cerca un futuro. È anche un’occasione per ribadire che il lavoro, quando è fondato sulla partecipazione, sul mutualismo e sulla responsabilità, è la leva più potente per generare trasformazione sociale.”
La mostra è promossa da noi, Legacoop Bologna insieme a Cgil di Bologna, Factorcoop e Fondazione Barberini; hanno contribuito alla realizzazione: Fondazione MAST, G.D (a Coesia company), SCS Consulting. “Al Lavoro” gode del patrocinio del Comune di Bologna, della Regione Emilia-Romagna e dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della CEI.
LE SEZIONI DELLA MOSTRA
La prima sezione, che si apre con un reportage di Michele Borzoni sui mega concorsi pubblici, esplora l’evoluzione del pubblico impiego e il fenomeno delle privatizzazioni. Si affronta poi la piaga del lavoro minorile, testimoniata da un’indagine di Save the Children, e da scatti d’autore che ritraggono bambini al lavoro. Da segnalare anche il reportage Niños trabajadores di Fernando Moleres. Un’ampia sezione del percorso è dedicata al tema degli incidenti sul lavoro e delle malattie professionali (da amianto e diossina), riporta i visitatori nei teatri delle stragi sul lavoro anche recenti, per poi mostrare una galleria fotografica sui lavori pericolosi, con immagini di Alexey Pivovarov, Massimo Di Nonno, Dino Fracchia, Samuele Pellecchia e Alberto Roveri. L’area si chiude con il fotoracconto “Senza mio figlio” di Eros Mauroner.
Il percorso espositivo prosegue con un ampio capitolo sul precariato, che si apre con una galleria dei lavori difficili del passato, (tra le firme Francesco Cito, Luciano Ferrara, Alberto Roveri) e si chiude con I push my finger into my eyes (kiss, kick, kiss) #1, opera dell’artista Davide Sgambaro esposta in collaborazione con MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Settore Musei Civici Bologna. Infine, la sezione “lotte” omaggia i lavoratori impegnati nelle vertenze sindacali recentissime: La Perla, Saga Coffee, Gls e Gkn. A chiusura del percorso, nel loggiato esterno, la sezione Cooperazione apre una finestra sul movimento cooperativo, a partire dalle immagini storiche dall’archivio della Fondazione Barberini sulle lotte agrarie in Italia fino a mostrare le realtà odierne in alcune grandi cooperative emiliane (Cadiai, Camst e Granarolo).
Molte realtà nazionali e territoriali hanno dato la loro collaborazione per la produzione di testi, dei grafici e delle opere: Fondazione Giuseppe di Vittorio, Comma2–Lavoro è dignità, Osservatorio di Bologna sui morti del lavoro, MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Settore Musei Civici Bologna. Nelle prossime settimane, “Al Lavoro” sarà teatro di eventi e appuntamenti dedicati al tema; per aggiornamenti e approfondimenti: https://www.mostralavoro.it/
Foto di Federico Feliciotti di Prospekt



