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Battirame 11: enogastronomia, ambiente, sociale e sostenibilità

Comunicato stampa 3 maggio 2021

Un nuovo modo di fare comunità: il territorio per il territorio

Gli orti urbani hanno conquistato un peso sociale e culturale, nonché uno spazio sempre maggiore di attenzione, in Italia e all’estero, grazie ad un forte intreccio di motivazioni ambientali, culturali, artistiche, sociali e politiche. In un contesto del genere non è da meno la città di Bologna, al cui interno l’elemento paesaggistico è sempre stato un fondante tassello del tessuto cittadino.Gli orti urbani, nonostante abbiano storicamente supportato l’approvvigionamento delle città, all’inizio del ‘900 erano quasi del tutto scomparsi per ragioni legate all’espansione urbana e a forme di approvvigionamento delle derrate sempre più centralizzato e massificato. Nel secondo dopoguerra c’è stata una ripresa di questi spazi in aree geologicamente predisposte del capoluogo emiliano come l’area del fiume Reno, quella attorno al torrente Savena e della zona chiamata Navile. Tutte queste aree hanno contribuito a rendere Bologna una delle città con il patrimonio di orti comunali tra i più estesi d’Italia[1].

A partire dagli anni ’80 del secolo scorso, le amministrazioni comunali hanno intrapreso un percorso di conversione degli orti urbani quale strumento dedicato a quelle porzioni di cittadinanza più fragili. Un utilizzo civile e sociale di questi spazi all’aperto, che ha permesso a queste parti del tessuto cittadino di sentirsi comunque parte di una comunità realmente tale, perché basata sull’inclusione.  

A partire dal 2015 uno degli orti urbani della città di Bologna ha compiuto un passo ulteriore: diventare luogo d’incontro, di formazione e addirittura di lavoro grazie alla Cooperativa Sociale Eta Beta. Spazio Battirame è oggi un luogo all’interno di una zona prettamente industriale della periferia cittadina in grado di offrire opportunità differenti grazie alla lungimiranza di Juan Crous, fondatore della Cooperativa Sociale Eta Beta. 

Il progetto Battirame 11 vuole in tal senso innestarsi su tutta la tradizione degli orti urbani e dell’attività della Cooperativa Sociale Eta Beta come una grande sfida: unire il mondo del sociale con quello dell’impresa attraverso l’accoglienza. 

È una grande occasione di dialogo con la cittadinanza attraverso il quale il sociale può restituire professionalità e bellezza. [Juan Crus, fondatore Cooperativa Sociale Eta Beta]

La sfida, che il progetto Battirame 11 vuole lanciare, è quella di provare a creare un nuovo modo di fare comunità. Il territorio per il territorio diventa, così, un filo rosso fondamentale.

In un luogo inusuale si potrà cenare, acquistare i prodotti mangiati, incontrare i produttori e comprare gli oggetti esposti. Un nuovo modo di fare comunità in modo sostenibile, a spreco zero.

Battirame 11 sarà una grande novità nel panorama bolognese per la sinergia degli attori che metterà in campo. Anche per questo il Comune di Bologna e LegaCoop Bologna sostengono questo progetto così ambizioso, come testimoniano le parole dell’attuale Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Bologna Matteo Lepore e della presidente di LegaCoop Bologna Rita Ghedini.

Eta Beta rappresenta un esempio concreto di come la cooperazione sociale di inserimento lavorativo possa utilizzare la creatività per dare nuove risposte “resilienti” sia in tempi ordinari, sia in momenti straordinari come quello che stiamo vivendo. Eta Beta è sempre stata capace di produrre “eccellenza”, “sostenibilità” e “innovazione sociale”. Ora, per la ripartenza, con il progetto “Battirame 11”, che coinvolge le migliori esperienze bolognesi nel campo enogastronomico, offre al nostro territorio nuove socialità nell’ambito della ristorazione. Tutto questo si puo’  fare offrendo opportunità lavorative per le persone con disagio psichico e fisico, con persone che cercano socialità e riscatto attraverso il lavoro, con persone che, grazie a Eta Beta, riescono a costruirsi nuovi progetti di vita. [Rita Ghedini, presidente LegaCoop Bologna]

Ringrazio tutti coloro che si sono impegnati in questo progetto, sono anni che lavoriamo assieme in questa area e questa iniziativa rientra a pieno in quest’ottica. Come assessore alla cultura penso che siamo di fronte ad un progetto importante dove ristorazione e sociale si sono messi assieme: buona cucina, inclusione e ambiente. [Matteo Lepore, Assessore alla Cultura – Comune di Bologna]

In questo senso, dunque, tutto il progetto cerca di sviluppare una forte sostenibilità attiva. Non si tratta semplicemente di non gravare sul territorio, per esempio limitando al minimo gli scarti di lavorazione, ma di voler affondare alle radici di un sistema di crescita organica e costante, che deve coinvolgere tutta quanta la filiera dell’accoglienza. 

I tre protagonisti, che in questo contesto si mettono in gioco all’interno di Battirame 11, sono Ingrediente Italia, Camera con Vista Bistrot e Umberto Cesari: realtà differenti ma ugualmente consapevoli della necessità di una sostenibilità attiva del territorio per il territorio

Grandissimo spazio infatti sarà dato ai piccoli produttori del territorio accomunati dallo stesso approccio produttivo che saranno accolti nella cornice di Battirame 11.

A partire dal 19 maggio 2021 dal martedì al venerdì dalle 18 alle 22 gli ospiti che vorranno immergersi in questa nuova dimensione di orto urbano potranno, in totale sicurezza, prendere un aperitivo e/o cenare all’interno di un orto di periferia immersi in una dimensione fatta di piante aromatiche rampicanti, fiori e una natura senza compromessi che fa da sfondo ad un’offerta enogastronomica unica per la città e non solo.

Una grande sfida sentita nel profondo del cuore per Massimiliano Poggi, chef dell’omonimo ristorante di Trebbo di Reno e perno di Ingrediente Italia, che afferma:

Dopo aver ricevuto tantissimo da questa città, alla quale appartengo da sempre, sentivo il dovere di fare di più. Un progetto che valorizza spazi comuni, periferie e aree industriali dismesse, per restituire alla città aree verdi fruibili, angoli di incontro, socialità e convivialità. La nostra missione è dare un senso alla visione globale, come l’ultimo anello di una catena che si chiude con il terminale. Una sorta di vetrina su cosa genera sviluppo di tutti a favore di tutti. È l’incontro tra professionisti dell’agroalimentare, Istituzioni e sociale che pu  generare quello sviluppo sostenibile che tutti vorremmo. [Massimiliano Poggi, Ingrediente Italia]

Ogni sera il menù dello chef Poggi verrà accompagnato da un vino della Umberto Cesari, azienda vitivinicola del territorio che, in netto anticipo sui tempi, ha da sempre preteso che il proprio fare vino fosse guidato dal rispetto della terra, della varietà d’uva impiegata e delle annate. La Umberto Cesari sarà la padrona di casa e, al fine di promuovere il territorio e supportare il tessuto sociale, condividerà, per alcune settimane, il palcoscenico con piccoli produttori locali che, come lei, hanno scelto  un approccio sostenibile.

Siamo orgogliosi di essere partner di questa importante iniziativa che riunisce realtà locali impegnate per uno sviluppo sostenibile, concreto a tutela del territorio e per il territorio; una sfida quotidiana a salvaguardia del  futuro e delle generazioni presenti e a venire. [Gianmaria Cesari, Umberto Cesari]

Camera con vista preparerà una selezione di drink a basso impatto alcolico che utilizzeranno il più possibile vini e spiriti locali, abbinati a essenze direttamente ricavate dai vivai della Cooperativa Sociale Eta Beta

Partecipare a questo progetto è per noi motivo di orgoglio perché ci uniscono ai nostri partner valori che sono le fondamenta anche di Camera Con Vista Bistrot: qualità, ospitalità e sperimentazione. La nostra offerta di cocktail sarà in linea con la filosofia della sostenibilità e del rispetto del territorio di cui useremo tanti prodotti. Siamo convinti che tante persone siano alla ricerca di spazi nuovi da esplorare perché la nostra città è animata e vissuta da un pubblico attento, curioso e cosmopolita. Battirame 11 vuole mettere alla prova chi vuole veramente provare sapori e gusti autentici e nuovi anche nei cocktail”. [Rebecca Cavallari e Matteo Bonetti, titolari Camera con Vista Bistrot]

Battirame 11 vuole dunque essere non solo un progetto ma una necessità per il comparto dell’accoglienza, settore che, specie di questi tempi, non vuole lasciare indietro nessuno. 
Men che meno l’ambiente.

Per informazioni: 
Davide Romano – 327.1080887 – eventi@mpoggi.it
Instagram: @Battirame.11
Facebook: Battirame11

[1] Per approfondimenti, vedi Appendice in fondo;

[2] Fondazione Villa Ghigi & Comune di Bologna, BOLOGNA CITTA’ DEGLI ORTI ORTICOLTURA URBANA TRA TRADIZIONE E NUOVE TENDENZE – Indagine conoscitiva e proposta di nuovi orti, Bologna, 2014;

Appendice – Orti urbani a Bologna

Nel complesso sono state mappate 162 situazioni diverse: 20 orti comunali, 77 giardini scolastici, 65 altre tipologie di orti […] Nell’insieme gli orti rappresentati nella carta occupano una superficie complessiva pari a circa 30 ettari (la superficie del territorio comunale è di 14.080 ettari); non sono stati compresi nel computo gli orti scolastici e le realtà più minute o in corso di realizzazione. Nel complesso i dati confermano una realtà cittadina legata al mondo dell’orticoltura molto diffusa e vitale, che caratterizza in modo spesso rilevante tratti di paesaggio urbano, significativa non solo in termini quantitativi ma anche per le ricadute sociali e culturali ad essa collegate, come dimostrano i numerosi soggetti (comitati, associazioni, gruppi di cittadini e famiglie) che ruotano a vario titolo intorno al mondo degli orti urbani. A Bologna gli orti comunali sono nati a partire dal 1980 su iniziativa della amministrazione comunale, rivolti essenzialmente alle persone anziane per favorire la socializzazione e la crescita di relazioni, creare momenti di incontro e discussione, valorizzare le loro potenzialità di iniziativa e di autoorganizzazione e promuovere l’impiego del tempo libero in attività fisiche salutari. La funzione sociale, che è stata alla base della nascita degli orti comunali a Bologna, continua a essere ancora oggi quella prevalente: per l’ortolano, e spesso per il nucleo familiare, l’area ortiva rappresenta un importante luogo di aggregazione, condivisione, inclusione e trasmette il senso di appartenenza a una comunità[2]


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