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LIBERA TERRA, VALORE SOCIALE E ALTA QUALITA’

COMUNICATO STAMPA

LIBERA TERRA, VALORE SOCIALE E ALTA QUALITA’
Comunicato stampa 2/9/2020

FOTO DI PAOLO RIGHI per Cooperare con Libera Terra. Da sinistra: Romano Prodi, Rita Ghedini e Don Luigi Ciotti.

Durante l’assemblea di “Cooperare con Libera Terra – Agenzia per lo sviluppo cooperativo e la legalità con Don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, e Romano Prodi, presentata l’indagine di Nomisma.

Durante l’assemblea di “Cooperare con Libera Terra – Agenzia per lo sviluppo cooperativo e la legalità”, che ha visto la presenza di Don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, e Romano Prodi, è stata presentata l’indagine di Nomisma sul marchio Libera Terra.

Attraverso quasi 3.000 interviste, vengono tratteggiati dall’istituto bolognese la percezione del brand e un identikit del consumatore dei prodotti Libera Terra.

Il primo elemento positivo, considerando il giro d’affari limitato (intorno ai 7 milioni di euro) rispetto a quello delle grandi marche, è che il marchio è conosciuto dal 26% degli intervistati.

Le principali associazioni di idee tra chi conosce il marchio sono da un lato l’impegno nel recupero dei terreni confiscati alle mafie, dall’altro elementi qualitativi: biologico, bontà e qualità del prodotto, fiducia nei controlli. Queste rilevazioni sono confermate dalla rilevazione sulla qualità percepita dei prodotti che risulta nell’84% dei casi molto o estremamente elevata. Risultano più rilevanti nella propensione d’acquisto gli aspetti della qualità, del benessere, dell’attenzione all’ambiente e dell’impegno sociale rispetto al prezzo.

Il consumatore tipo vive prevalentemente nel Nord Italia (12,1% vs 8,0% Centro e 9,7% Mezzogiorno), ha più di 45 anni, un elevato titolo di studio (15,3% dei laureati vs. 7,3% al massimo diplomati) e buone disponibilità economiche (16,2% delle famiglie con un reddito netto mensile superiore ai 2.400 €, vs. 8,1% con un reddito mensile inferiore). Frequenta maggiormente piccoli negozi specializzati e supermercati, dove si reca più volte a settimana, rispetto a discount e ipermercati.

«Gli sforzi fatti in questi anni dai protagonisti del progetto Libera Terra, cooperative e consorzio, e, contestualmente, dai soci dell’agenzia nel supportare il progetto Libera Terra hanno dato buoni frutti – commenta Rita Ghedini, presidente di Cooperare con Libera Terra – Essere riconosciuti dai consumatori per un alto livello qualitativo, partendo dalla distintività sociale propria di questo progetto è quello che, col supporto dell’Agenzia, si proponeva nel medio-lungo periodo il sistema Libera Terra col piano strategico elaborato nel 2011. Il percorso intrapreso è quello giusto, ma ora dobbiamo lavorare, anche col supporto dell’Agenzia per rafforzare la conoscenza dei prodotti, come strumento concreto per la condivisione della lotta contro le mafie, la capacità e la struttura distributiva. Abbiamo di fronte un orizzonte straordinario di cambiamento dovuto alla crisi economica in corso: abbiamo la necessità di essere promotori, seppure nel piccolo, di modi diversi di produrre e percorsi che aiutino ad avere consumatori più consapevoli, attenti alla sostenibilità economica, sociale e ambientale».

Durante l’assemblea di Cooperare con Libera Terra, il presidente Romano Prodi ha rimarcato come una serie di problemi economici e sociali fossero presenti già prima della pandemia e come le risorse a disposizione debbano essere utilizzate per uno sviluppo equo e sostenibile, sostenendo le piccole imprese e i sistemi territoriali integrati, che favoriscono la coesione e la distribuzione del lavoro e del reddito.

Don Luigi Ciotti ha sottolineato come le ingiustizie e le disuguaglianze siano terreno fertile per le mafie, capaci in questa fase di investire ingenti capitali illeciti, comprando il consenso in maniera subdola. Il presidente di Libera ha puntualizzato come stiano esplodendo situazioni su cui non si può essere superficiali: «Il bene non può essere che comune, dev’essere collettivo, plurale e inclusivo: non può ammettere esclusioni e disuguaglianze. L’economia, senza l’etica, finisce per divorare sé stessa: non è più economia, è un’altra cosa».

Sulla giornata, la presidente di Cooperare con Libera Terra, Rita Ghedini, sottolinea come «gli stimoli di Don Luigi Ciotti e Romano Prodi per un futuro buono, pulito e giusto siano il sale del progetto Libera Terra e, più in generale, della cooperazione. Dobbiamo fare tesoro di queste parole per costruire, dalle macerie delle crisi, un nuovo paradigma economico più equo per tutti».

COOPERARE CON LIBERA TERRA
“Cooperare con Libera Terra – Agenzia per lo sviluppo cooperativo e la legalità” opera dal 2006 per fornire strumenti di supporto alle cooperative che gestiscono beni confiscati alle mafie e che aderiscono all’associazione Libera. Il progetto che ha dato vita a questo impegno è «Libera Terra», il marchio che raccoglie i prodotti frutto della coltivazione di terreni confiscati da parte di cooperative sociali. Attualmente Cooperare con Libera Terra annovera più di 70 soci tra imprese cooperative, associazioni ed Enti operanti sul territorio nazionale e collabora con i soggetti, istituzionali e del privato sociale, che abbiano finalità coerenti. Nel corso di un decennio ha accompagnato e sostenuto il lavoro di 9 cooperative e del consorzio, che hanno realizzato prodotti di qualità riconosciuta sul mercato nazionale, creando oltre 150 posti di lavoro, a testimonianza del valore della lettera e dello spirito della Legge Rognoni-La Torre e della Legge Libera.

VILLA CELESTINA
Villa Celestina viene rilevata per la prima volta nella cartografia dell’Istituto Geografico Militare del 1884: nel sito pedecollinare dove sorge l’attuale Villa, si individua un fabbricato di forma rettangolare, con andamento parallelo alle vicine mura medievali fra porta San Mamolo e Porta Saragozza, mura all’epoca ancora esistenti. Nel 1995, Costa Immobiliare srl di Giovanni Costa, la società proprietaria della Villa e dei suoi fabbricati accessori, richiede la concessione edilizia per il «frazionamento con parziale ristrutturazione dell’edificio ad uso residenziale». La realizzazione della concessione edilizia ha un iter assai travagliato.

Giovanni Costa è stato condannato per il reato di riciclaggio aggravato, a seguito di operazioni finanziarie che, secondo il Tribunale di Bologna, sono state portate a termine anche per conto della famiglia mafiosa dei Montaldo di Villabate. Le operazioni finanziarie per le quali è stato condannato riguardano i proventi illeciti riciclati grazie a numerosi investimenti immobiliari e finanziari dal 1989 in poi.

Nel 2003 il Tribunale di Bologna ha applicato a Giovanni Costa la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno della durata di cinque anni nel Comune di Bologna e ha ordinato la confisca dei beni mobili e immobili, delle quote delle azioni della società. Nel marzo 2013 Giovanni Costa si era reso irreperibile, dopo che erano stati rigettati i ricorsi presentati dal suo legale. È stato arrestato latitante a Santo Domingo nel settembre dello stesso anno.

Il Comune di Bologna ha siglato un patto di collaborazione con Libera Bologna per la presa in carico del giardino del bene e il suo riutilizzo in attesa che l’edificio venga ristrutturato: da giugno 2019 alla fine del 2021 il giardino è stato e sarà luogo di incontri, dibattiti, proiezioni, concerti. Centrali sono i confronti con i residenti della via e dei cittadini del quartiere per costruire le iniziative e pensare insieme al riutilizzo. In questo modo, prima il giardino e poi la villa passeranno da essere beni esclusivi ad essere beni condivisi, esempio di come i beni confiscati possano tornare alla collettività nonostante le difficoltà.

E’ possibile rivedere l’evento sulla pagina Facebook dell’Agenzia (@cooperareconliberaterra) a questo link
Per ulteriori informazioni: fossi@cooperareconliberaterra.it; 339 3079563

Bologna, 22 settembre 2020

FOTO DI PAOLO RIGHI per Cooperare con Libera Terra.

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